“Il destino dell’anima” di John Henry Newman


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Il destino dell’anima. Il sogno di Geronzio e altri scritti escatologici di John Henry Newman

John Henry Newman (1801-1890), teologo e pastore anglicano poi sacerdote e cardinale cattolico, è uno quei personaggi che, mal compresi in vita, diventano sempre più attuali e fecondi col passare degli anni: la sua riflessione teologica, fortemente radicata in quella dei Padri della Chiesa, suscitò nel secolo scorso forti polemiche e grande considerazione allo stesso tempo; il suo spirito profetico, per esempio nel denunciare la deriva relativistica, cui gli sembrava che il liberalismo allora agli albori avrebbe condotto l’Occidente, e la sua ansia di fedeltà al cristianesimoprimitivo lo rendono prossimo anche alla sensibilità odierna. Considerato uno dei ‘padri assenti’ del Concilio Vaticano II, di cui anticipò temi cruciali quali la centralità della coscienza e la dignità dei laici, è stato beatificato da Benedetto XVI e di recente canonizzato da papa Francesco. I suoi scritti sul futuro escatologico dell’uomo qui pubblicati sorprendono per finezza psicologica: un secolo prima di teologi come Hans Urs von Balthasar, Newman rivisita l’escatologia cristiana mettendo al centro l’incontro dell’anima con Dio dopo la morte.
Una volta morti, sostiene Newman, tutto si giocherà nel momento dell’abbraccio con il Creatore: abbraccio d’amore che sarà gioia perfetta per i santi, fuoco che purifica per i peccatori affinché possano poi godere di Dio per l’eternità, inferno per coloro che nella loro vita hanno sempre rifiutato Dio e i suoi valori.
Così il purgatorio di Geronzio, protagonista del breve poemetto che inizia la raccolta, è un tempo di misericordia donato da Dio, una condizione in cui all’anima è data la possibilità di liberarsi completamente da ogni limite e imperfezione che le impedirebbe di godere pienamente della comunione con il Signore; e l’inferno in cui Callista, eroina del romanzo di cui pubblichiamo un brano, rifiuta di credere, non è punizione divina, bensì lo stato d’animo di chi, non avendo mai amato Dio, si trova a vivere eternamente alla Sua presenza. A completare il quadro, presentiamo, in gran parte per la prima volta nella nostra lingua, anche alcune poesie e diversi sermoni in cui il lettore potrà, tra l’altro, gustare la profonda spiritualità di Newman che, fin dall’adolescenza, si sentì avvolto dalle presenze angeliche, che considerava araldi di ‘quell’altro mondo’ che non è altrove, in qualche luogo mitologico, ma ci circonda, sebbene non lo vediamo, e che ai suoi finissimi sensi spirituali appariva assai più presente e meraviglioso di quello sensibile.

Beatrice Iacopini ha curato la traduzione e l’apparato di note a questo volume. Studiosa di testi religiosi e mistici dell’ambito inglese, laureata in Filosofia, magistero in Scienze Religiose, insegna Religione Cattolica al Liceo Sperimentale dell’ITCS «F. Pacini» di Pistoia. Collabora con la Scuola di Teologia della Diocesi di Pistoia. Oltre ai saggi pubblicati su riviste di teologia, ha tradotto e curato la raccolta di testi di J. Gerson, La via semplice all’amore di Dio (Piemme, 1997)

* 12 euro – 128 pagine
* formato: 17 x 24 cm
* brossura con copertina a colori